Home Ufologia

- - - Pagina 2 - - - Pagina 3 - - - Dipinti Antichi con UFO - - -

 

APPROCCIO SCIENTIFICO

La scienza ufficiale naturalmente nega l'esistenza degli UFO, che sono considerati privi di interesse perchè palesemente frutto di errori, illusioni ottiche, scherzi o truffe. Tuttavia, l'esistenza di altre forme di vita nell'Universo è considerata possibile (secondo certi modelli anche probabile) e sono perciò state intraprese una serie di iniziative per stabilire un contatto con eventuali civiltà extraterrestri tecnologicamente mature. Tutti gli atomi presenti in natura sono "nati" con il Big Bang, sono stati "cucinati" nelle supernove, poi compressi, aggregati, bolliti, raffreddati ed infine riuniti insieme per costituire tutto ciò che vediamo attorno a noi. In fondo, quelli del nostro cervello non sono altro che atomi che ora si voltano a guardare l'Universo da dove sono venuti, cercando di indovinare la propria origine. E' come se l'Universo cominciasse a guardare se stesso ponendosi delle domande. Qual'è la probabilità che il processo che ha portato alla formazione degli esseri viventi si sia ripetuto altrove? Nessuno può rispondere con certezza a questa domanda, ma molti scienziati ritengono che la probabilità sia alta, perchè ci si è accorti che ci sono altri pianeti che orbitano attorno ad altre stelle e che le condizioni atte alla formazione della vita non sono poi così rare nell'Universo. In realtà questo è un punto controverso, ma una buona base di partenza potrebbe essere cominciare con lo stabilire quanti pianeti ci sono nell'Universo e quanti di essi sarebbero in grado di ospitare la vita.

QUANTI PIANETI?

Quanto è grande l'Universo? Supponendo che la Terra fosse grande quanto un chicco di grano, il Sole disterebbe 10 metri e Plutone addirittura 400. La stella più vicina (Proxima Centauri) disterebbe 1000 km. Avete ora un'idea di quanto siamo piccoli, e potete immaginare quanti corpi celesti a noi sconosciuti possono abitare uno spazio così grande. Anche con i telescopi più potenti, gli unici pianeti che siamo in grado di vedere sono quelli che compongono il nostro Sistema Solare, anche se Hubble ci ha dato qualche immagine di probabili sistemi planetari in formazioni (nubi protoplanetarie). Perchè è così difficile avvistare un pianeta mentre possiamo vedere moltissime stelle, anche molto distanti? Perchè le stelle brillano di luce propria, mentre i pianeti brillano (e poco) di luce riflessa, come la Luna, e ad una certa distanza non sono più visibili. Inoltre il bagliore accecante di una stella può facilmente nascondere alla vista un'eventuale pianeta. Gli astronomi non si sono comunque arresi, ed hanno escogitato alcuni ingegnosi sistemi per stabilire l'esistenza di un pianeta attorno ad una stella. Un sistema è quello di osservare i cosiddetti dischi protoplanetari o nubi protoplanetarie, cioè pianeti in formazione che emettono radiazioni nell'Infrarosso: un via questa intrapresa nel 1984 con il satellite IRAS. Un'altro sistema è quello di intuire l'esistenza di un pianeta dalle perturbazioni gravitazionali che esso provoca nell'orbita della stella osservata o dei corpi celesti circostanti (alcuni pianeti del Sistema Solare sono stati scoperti così). Ma come devono essere fatte le stelle per avere un sistema planetario adatto alla vita? Innanzitutto non devono essere stelle doppie, perchè gli eventuali pianeti presenti avrebbero orbite troppo ellittiche; di conseguenza passerebbero da un eccessivo caldo ad un eccessivo freddo. Anche le stelle molto calde non vanno bene (quelle che appaiono azzurre) perchè hanno una vita troppo breve, da 1 a 10 milioni di anni (il Sole ha circa 5 miliardi di anni e ne vivrà ancora altrettanti). Le stelle troppo piccole potrebbero non sviluppare calore a sufficienza. Tutte le altre stelle potrebbero avere un sistema planetario. Quante sono queste stelle? E' difficile dirlo, forse una stella su 100 o una su 1000: ma calcolando che solo nella nostra Galassia ci sono da 100 a 200 miliardi di stelle il numero ottenuto è comunque rilevante.

QUANTI PIANETI ADATTI ALLA VITA?

Abbiamo quindi totalizzato da 100 milioni ad un miliardo di stelle adatte ad evere un sistema planetario. Ma quanti di questi pianeti sarebbero adatti alla vita? Si potrebbe pensare che non è detto che tali pianeti debbano avere caratteristiche identiche a quelle della Terra: essa stessa ci insegna che la vita può esistere nelle condizioni più diverse di temperatura, pressione, ambiente. Ci sono però dei limiti oltre i quali la vita non può neppure iniziare. Quali sono questi limiti? I nostri vicini Venere e Marte sono due ottimi esempi contrapposti di pianeti inadatti alla vita. Venere è avvolto da una coltre di nubi composte principalmente da acido solforico e (soprattutto) da anidride carbonica, con una pressione al suolo stimata in oltre 90 atmosfere ed una temperatura superficiale di circa 450°C, sufficiente a fondere il piombo. Marte, dal canto suo, è un pianeta arido e desertico, con un'atmosfera sottile ed una temperatura glaciale. La vita, per quanto sorprendente, non può svilupparsi in ambienti tanto difficili. Tuttavia l'osservazione di questi ed altri pianeti del nostro Sistema Solare ci ha insegnato che è fondamentale la quantità d'acqua presente nell'atmosfera. L'acqua sembra infatti avere un ruolo di rilievo nello sviluppo delle strutture molecolari. La domanda da farsi potrebbe allora essere: la presenza di acqua in abbondanza è un evento raro per un pianeta oppure no? Le immagini di Marte prese dalle sonde Viking sembrano indicare che sul pianeta era in effetti presente acqua in quantità, che poi è andata persa. Forse allora la presenza d'acqua non è poi così rara, bisogna poi vedere quali sono le condizioni tali per cui quest'acqua non vada perduta. Alcuni scienziati suggeriscono che su Marte sia presente acqua congelata nel terreno, e che basterebbe scaldarlo per vederla uscire in gran quantità. I problemi di Marte sembrano quindi essere la sua orbita, troppo lontana dal Sole, e le sue dimensioni, forse troppo ridotte. Lo stesso si puo' dire per venere, che è troppo vicino al Sole: in effetti si pensa che se la Terra venisse spostata nell'orbita di Venere, diventerebbe esattamente come il suo vicino.

CIVILTA' EXTRATERRESTRI

L'ipotesi dell'esistenza di civiltà extraterrestri è presa sul serio dalla NASA, che da anni gestisce un programma di ricerca di intelligenze extratterestri (SETI). Quante stelle esistono nella nostra Galassia? Circa 200-300 miliardi. Per un calcolo pessimistico diciamo 100 miliardi.Quante stelle possono avere un sistema planetario simile al nostro? L'ottimista dice l'1,7% di 300 miliardi, cioè 5 miliardi; il pessimista dice lo 0,1% di 100 miliardi, cioè 100 milioni.Quante sono le probabilità che in un tale sistema planetario ci sia un pianeta nella posizione giusta? La stima ottimistica è del 20% (1 miliardo di stelle rimanenti), quella pessimistica del 10% (10 milioni di stelle rimanenti). A questo punto ci poniamo una domanda importante: se il pianeta è adatto, qual'è la probabilità che vi nasca la vita? Tutti sono d'accordo che ovunque si possano formare facilmente molecole organiche (che sono i mattoni della vita): non si sa però quale sia la probabilità che si uniscano insieme per formare sitemi in grado di replicarsi.

PERCHE' SI NASCONDONO?

Se c'è una domanda che viene posta sistematicamente agli ufologi è il motivo per cui gli extraterrestri non si manifestano in modo esplicito agli occhi del mondo. L'unica acquisizione certa è che gli ipotetici passeggeri dei veicoli spaziali fanno di tutto per evitare un contatto pubblico e definitivo. Perchè avverrebbe questo?

Si e' ipotizzato il cosiddetto shock culturale: gli alieni non vogliono creare un trauma troppo violento mostrandosi pubblicamente, e quindi adottino una tecnica 'colpisci e fuggi' per abituarci gradatamente al loro passaggio.

Margareth Mead, antropologa americana, studiosa delle civilta' primitive dice: "Gli schedari antropologici contengono numerosi esempi di societa', sicure nel loro posto nell'universo, che si sono disintegrate quando hanno dovuto associarsi con societa' che prima ignoravano, abbracciando idee differenti e diversi modi di vita; le civilta' sopravvissute a questa esperienza normalmente ne hanno pagato il prezzo sacrificando valori, atteggiamenti e comportamenti validi fino allora...". Guardando ad alcune antiche civiltà come l'egizia, l'inca, e l'indiana e agli ipotetici "contatti" nel passato remoto con entità spaziali, l'ipotesi della Mead sarebbe confermata in pieno: al confronto con i visitatori dalle stelle i membri dei gruppi etnici sopra citati si sono immobilizzati, hanno cessato qualsiasi forma di ricerca scientifica per abbandonarsi alla spiritualita' ed al fideismo fino alla più passiva arrestando o addirittura rallentando la propria evoluzione storica.

Secondo l'ufologo-sociologo italiano Roberto Pinotti, in queste società contattate si verificherebbe un'anomia, ovvero una perdita di valori e sicurezze che metterebbero in crisi la societa' (o quanto meno le istituzioni politiche, religiose e militari).

In seconda istanza con l'intensificarsi del fenomeno dei rapimenti e delle mutilazioni animali si fa più forte nell'ambiente ufologico la convinzione che tali esseri Si potrebbero poi proporre anche altre spiegazioni. Che cosa hanno di effettivamente interessante, per una civilta' piu' evoluta, gli abitanti di questo pianeta? Ben poco da offrire, diremmo. A meno che eventuali visitatori spaziali siano interessati alla nostra psiche o al nostro corpo per compiere esperimenti. In tal caso, se l'uomo fosse considerato semplicemente una cavia da laboratorio su cui sperimentare a piacimento, e' ovvio che simili test verrebbero condotti in gran segreto, senza mettersi troppo in evidenza.

Di diverso parere i contattisti, che considerano gli alieni 'Maestri cosmici' cioè guide spirituali che non appaiono a tutti non traumatizzarci e perchè selezionerebbero solo le persone spiritualmente più elevate attraverso le quali comunicare al resto dell'umanità messaggi sull'ecologia, la morale, il progetto cosmico di fratellanza. Sia come sia, il vero motivo per cui gli alieni non si mostrano e' ben lungi dall'essere chiarito. Resta solo la certezza ch'essi, gli alieni, non si vogliono mostrare in modo esplicito all'umanità.

VIDEO UFOLOGIA
Avvistamenti
Crop Circle
Immagini Ufo
Ufo nello spazio
Area 51
Carlos Diaz
Roswell
Rapimenti Alieni
Mussolini e gli Ufo
Rassegna stampa
Il mistero di Atlantide
Fenomeni T.L.P.
Marconi
Meier e Friedman
Colonnello Corso
Kennet Arnold
Notizie Varie
Tipologie di Ufo
Le razze Aliene
Classificazione di Hynek
Chupacabras
Pine Gap
Marte e gli altri pianeti