- - - MARTE PAGINA 2 - - - TITANO - - -
Immagini da Marte dalla sonda Spirit
Il primo segnale radio e' arrivato 17 minuti dopo il suo arrivo, dopo un viaggio di sette mesi e 487 milioni di chilometri

La prima immagine di Marte inviata da 'Spirit' (foto dal sito della Nasa)
L'esultanza dei tecnici della Nasa (foto dal sito della Nasa)
Pasadena, 4 gen. - (Adnkronos) - 'Spirit' e' atterrata con successo su Marte. Dopo un viaggio di sette mesi e 487 milioni di chilometri, la sonda spaziale americana ha inviato alle 5,52 ora italiana, 17 minuti dopo il suo arrivo, il primo segnale radio e subito dopo le prime immagini del pianeta rosso. Da terra, il successo e' stato accolto con applausi liberatori e grida di gioia da parte dei tecnici della Nasa del Jet Propulsion laboratory di Pasadena, in California. La sonda - la cui missione e' quella di rintracciare eventuali segni di vita sul pianeta rosso - e' scesa come previsto nel cratere Gusev, dopo una complicata manovra di atterraggio durate sei minuti e che si e' svolta alla perfezione. Il 24 gennaio, ''Spirit'' dovrebbe essere raggiunta dalla sonda gemella ''Opportunity'', il cui atterraggio e' previsto pero' sulla parte opposta di Marte. ''Per la Nasa e' stata una grande notte - ha commentato trionfante Sean O'Keefe, il capo dell'agenzia spaziale americana - Sono molto, molto orgoglioso di questa squadra e adesso siamo su Marte. E' un risultato assolutamente incredibile''. Il successo della ''Spirit'' arriva mentre i tecnici dell'Agenzia spaziale europea stanno ancora tentando di contattare il robot Beagle2, che avrebbe dovuto atterrare sul pianeta rosso il giorno di Natale e dal quale non e' mai arrivato alcun segnale.
Immagini da Marte inviate dal robot Spirit
(PubliWeb) La sonda Spirit è su Marte. Si tratta di un successo importantissimo per la NASA che, dopo il tragico incidente dello Shuttle, puÚ tornare ad esultare per il traguardo raggiunto. Spirit ha viaggiato per sette mesi, percorrendo 500 milioni di chilometri, prima di "rimbalzare" sulla superficie di Marte, protetta dai numerosi air-bags. Dopo 20 minuti dall'atterraggio Spirit ha inviato sulla Terra il suo primo segnale generando un urlo di esultanza fra i tecnici NASA di Pasadena. All'interno della sonda c'Ë un veicolo robotizzato a sei ruote che ha il compito di scattare delle foto al Pianeta Rosso, di prelevare campioni e, quindi, di farci capire se su Marte ci sono tracce di acqua, come molti sospettano. In Rete si possono ammirare le prime immagini inviate da Spirit e del suo robot-fratello Opportunity, giunto su Marte poco dopo.
Mars Secret: Pathfinder
Un importante passo in avanti per l'umanita' e' stato segnato dalla discesa su Marte del rover della missione Mars Pathfinder. La sonda americana ha trasmesso per alcune ore le immagini del pianeta rosso cartografando con grande precisione la zona di Ares Vallis, individuando quindi le zone che, nelle prossime esplorazioni, si riveleranno piu' indicate per il futuro sbarco dei terrestri sul pianeta. Mars Pathfinder non cerca in maniera specifica la vita, ma si occupa di ricerche geologiche. Ma in molti sperano che, fra i campioni che verranno raccolti, vengano trovati batteri extraterrestri. Ricordiamo che il dibattito su una antica forma di vita aliena su Marte, vita che potrebbe esservi tuttora secondo alcuni sotto forma batterica, e' stato rilanciato nell'estate 1996, dopo che il presidente Clinton ha divulgato i risultati degli studi sul meteorite marziano Allan Hills. Le tracce di vita aliena sul meteorite risalivano a diversi milioni di anni fa. Ma chi puo' dire se la vita, pur se elementare, sul pianeta rosso vi sia ancora? Forse Pathfinder potra' fornirci una risposta. Questo dibattito risale in realta' a molti anni addietro, da che le sonde americane Viking 1 e 2 raggiunsero la superficie di Marte il 20 luglio ed il 4 settembre 1976, e gli archivi fotografici della NASA si arricchirono di oltre 60.000 fotografie inviate alla Terra. Fra queste due, in particolare, hanno destato scalpore fra gli ufologi. Nella zona di Cydonia Mensa, nella piana di Acidalia, fra le rocce sembra di vedere traccia di alcuni manufatti. Sembrano delle rovine: una cittadella, una fortezza, una serie di piramidi, ma soprattutto, chiaro ed inequivocabile, il volto di una sfinge! La struttura inquadrata dal Viking in due diverse occasioni, e con luce differente, e' lunga un chilometro e mezzo e ricorda decisamente un volto umano. Ha un copricapo di tipo egizio sulla testa, occhi profondi, naso sporgente e, secondo alcuni, la bocca sorridente.
A quindici chilometri da quella testa gigantesca compaiono delle insolite formazioni rocciose che sembrano disegnare una fortezza triangolare e ben sei piramidi a quattro e cinque lati, perfettamente definite ed apparentemente orientate come quelle dell'Egitto. "Non possiamo escludere che mezzo milione di anni fa qualcuno abbia costruito su Marte un osservatorio piazzato accanto ad una delle piramidi: la sfinge segnava appunto il traguardo del sole nascente", ha dichiarato Richard Hoagland, un naturalista ex collaboratore della NASA, autore del volume 'Monuments of Mars'. "Effettivamente una delle strutture, dopo il trattamento che ha rimosso le ombre e le impurita' nelle foto - ha confermato, pur restando scettico, l'astronomo francese Emmanuel Davoust - sembra ricordare proprio un viso dai tratti umani". Ma una simile notizia, che a regola avrebbe dovuto scatenare un finimondo scientifico, e' passata misteriosamente in secondo piano. Nei pochi articoli di giornale pubblicati all'epoca gli scienziati della NASA liquidavano l'intiera faccenda come un gioco di luci ed ombre. E le foto finivano dimenticate negli archivi dell'ente spaziale americano. E li' rimanevano sino al 1980, quando due esperti in computer della NASA, Vincent Di Pietro e Gregory Molenaar, le rintracciavano. Il confronto fra le due immagini, secondo Di Pietro, dimostrava inequivocabilmente che la faccia di sfinge non era un effetto ottico ma la rappresentazione di una struttura monumentale e simmetrica, che non poteva essere opera della natura. In pratica, si avrebbe a che fare con il ritratto in rilievo di una faccia umana contro lo sfondo del paesaggio marziano. L'inizio della leggenda di Cydonia.
Laghi recenti su Marte
Nathalie Cabrol, membro dell'istituto della NASA Astrobiology (NAI) e ricercatrice del SETI, ha passato molte ore a studiare le innumerevoli immagini di Marte catturate dalle sonde orbitanti intorno al pianeta rosso. Sostiene che quelle immagini mostrino prove convincenti sul fatto che su Marte, in un tempo piuttosto recente ci fossero dei laghi. Naturalmente con il termine "recente" si intendono almeno duecento milioni di anni. Nel 1976, le sonde Viking con i loro due atterraggi, permisero la trasmissione delle prime immagini dalla superficie marziana, e le loro esplorazioni dall'orbita ci consegnarono 55.000 immagini d'alta risoluzione. Cabrol studiando queste immagini, ha trovato quasi 200 punti dove risulta evidente che l'acqua scorreva sul suolo marziano lungo grandi canali fino a riempire i crateri, creando tantissimi laghi. Tra questi, Cabrol ne ha identificati circa 20, stimando l'anno della loro formazione: "solamente" 400 se non addirittura "solamente" 300 milioni di anni fa; in geologia è praticamente il tempo di un batter d'occhio. Il motivo per cui la dichiarazione è sorprendente e per altri addetti ai lavori è discutibile, è il fatto che fino a poco tempo fa, molti scienziati ritenevano che l'eventuale presenza di acqua su Marte, risalisse ad almeno 2 - 3 miliardi di anni or sono.
Mentre sulla Terra, gli scienziati determinano l'età della roccia misurando le quantità di isotopi differenti negli elementi che compongono la stessa, per quanto riguarda Marte, dove i geologi non hanno la disponibilità di effettuare tali analisi isotopiche, gli scienziati usano una tecnica molto differente per determinare l'età probabile degli eventi: contano i crateri. Contando il numero e le forme dei crateri all'interno di una particolare zona del pianeta, gli scienziati possono determinare l'età approssimativa e le caratteristiche che lo compongono. I letti dei laghi, che Cabrol ha ritenuto più recenti, sono quelli con i sedimenti più antichi; Cabrol usa i sedimenti dei laghi per ricavare oltre all'età, anche altre informazioni sui loro dati storici. Per esempio, studiando la figura formata da questi depositi, può determinare se un lago sia stato creato da un singolo scoppio voluminoso di acqua, da una serie di flussi, o tramite un flusso continuo di lunga durata. Se un tempo la vita fosse esistita su Marte, dice Cabrol, i letti di questi antichi laghi sarebbero un posto ottimale per cercarne la firma. Una sorpresa inattesa nella ricerca di Cabrol è un recente collegamento con uno studio effettuato da Bob Haberle sulla storia climatica di Marte. In molte regioni del pianeta rosso in cui Cabrol ha trovato grandi concentrazione di letti di "laghi giovani", Haberle, un altro membro del NAI che lavora alla NASA Ames, ha determinato che l'acqua liquida potrebbe in teoria, esistere attualmente senza congelare o evaporizzare immediatamente. In pratica agli assetati di acqua del pianeta rosso...non resta che berla. (Articolo tratto dal sito della NASA)
Il volto di Cydonia
Sembra dunque che dietro tutti i recenti fallimenti delle missioni NASA verso il Pianeta Rosso (v. Mars Polar Lander) o alle laconiche dichiarazioni in merito alla scoperta di piccole quantità di acqua, allo stato liquido, sulla superficie di Marte si celi ben altro. Richard Hoagland, ricercatore statunitense ed ex consulente NASA, sostiene da tempo che l'unico motivo per cui l'ente spaziale americano neghi recisamente ogni possibilità di vita sul Pianeta Rosso sia la consapevolezza che Marte in passato sia stato abitato da una civiltà extraterrestre più evoluta della nostra. Cavallo di battaglia di Hoagland (nel libro "The Monuments of Mars") è il "Volto", una struttura di apparenza artificiale, lunga vari chilometri, che si erge nella regione marziana di Cydonia. Non lontano dal "Volto" sorgono diverse piramidi, alcune a base pentagonale e persino costruzioni in pietra che assomigliano ad una città vista dall'alto.
La NASA ha sempre smentito seccamente le teorie sull'origine "artificiale" del volto marziano, giungendo tre anni orsono a diffondere una foto in cui il viso appariva "schiacciato" e spento, a riprova del risultato di un banale gioco di luci e ombre. Questa foto è la seconda di Cydonia, dato che l'unica altra foto disponibile risale al 1977, ed è sempre stata contestata, in quanto ritoccata, da Hoagland e colleghi. In base ad elaborazioni computerizzate a questa seconda foto della NASA, hanno appurato che quella che l'ente spaziale USA spacciava come prova definitiva della non esistenza del volto in realtà è un negativo! Non un "negativo" come si intende in fotografia, ma una immagine equalizzata in modo tale da risultare appiattita e scialba.
La controprova? - Nella foto ripresa dal Viking nel 1977 la luce colpisce il volto di Cydonia dall'angolo in alto/sinistra, e questo proietta una lunga e densa ombra scura verso destra in basso. Vi sono alcune creste e rilievi, come quelli che formano la bocca e il sopracciglio, che sono resi brillanti dal Sole. Nella foto fornita dalla NASA invece l'ombra del volto ricade a sinistra, mentre le creste luminose corrispondenti alla bocca e al sopracciglio diventano misteriosamente nere! Basta osservare la stessa foto NASA riportata "al naturale" per notare che, d'improvviso, tutte le zone d'ombra e di luce ricadono al punto giusto, come nella foto del 1977. Ma a questo punto agli occhi ci appare l'immagine di una struttura imponente, tridimensionale e dannatamente artificiale.
Cydonia 2001, un occhio alla faccia
Martedì 06 febbraio 2001 - La NASA ha divulgato sette nuove immagini della regione di Cydonia (Marte), compreso un primo piano della famosa faccia. Sulle anomalie di questa regione, si sono scritti tantissimi articoli e alcuni media, (soprattutto quelli, diretti dai Centri Ufologici amanti del sensazionalismo) hanno ritenuto che alcune colline fossero di costruzione artificiale, modellate da intelligenze extraterrestri nelle forme di una piramide, di un cono e del famoso volto. Il grande interesse del pubblico per questa regione, aveva spinto la NASA a programmare la Mars Orbital Camera (MOC), per scattare una foto ogni volta che la Global Surveyor orbitava sopra Cydonia.
I ricercatori di anomalie del suolo marziano, hanno già individuato nuovi particolari per attirare l'attenzione.
Un grosso occhio con tanto di pupilla ...







