Tenente Colonnello US ARMY Philip Corso
Ha destato scalpore la pubblicazione nel 1997 del libro "Il giorno dopo Roswell" del Tenente Colonnello dell'US Army (R) Philip Corso, scomparso nel 1998 a 83 anni. Nel libro racconta che, quale capo del reparto Ricerca e Sviluppo del Dipartimento Tecnologie Straniere (FTD, Foreign Technology Department) dell'esercito, tra il 1961 ed il 1962 venne in possesso di parte del materiale recuperato dal disco volante caduto a Roswell nel 1947. Dietro incarico del suo superiore, il generale Arthur Trudeau, porto' questo materiale ad alcune aziende americane affinche' lo analizzassero (ovviamente tacendone la provenienza): il risultato di queste analisi fu realizzazione di strumenti e tecnologie oggi di uso comune, tra i quali il laser, il velcro, i circuiti integrati, il kevlar, le fibre ottiche, i proiettili ad uranio impoverito, i generatori nucleari portatili (sistemi di propulsione ionica) e i visori notturni. Tutto questo venne fatto all'insaputa del Governo e dell'opinione pubblica, anche perche' gli alieni erano decisamente ostili e quindi era bene che non venisse diffusa alcuna notizia in merito per evitare il panico. Secondo Corso, il progetto di Scudo Spaziale promosso dall'amministrazione Reagan negli anni '80 fu in realta' uno sforzo congiunto sovieto-americano per realizzare un sistema di difesa dagli alieni (una specie di S.H.A.D.O. del comandante Straker, per intenderci). Non e' il caso di addentrarci troppo nelle rivelazioni di Corso su questo mega cover-up, altrimenti occorrerebbe un intero libro. Analizziamo solo alcuni punti salienti del libro.
1. La carriera militare.
Corso afferma di essere stato il capo dell'FTD dal '61 al '62. In base alla documentazione dell'ufficio personale dell'US Army, risulta che fece parte dell'FTD per tredici mesi (dal 20 giugno 1961 al 18 luglio 1962) ed in questo periodo ne fu a capo per soli 90 giorni, dal 18 aprile al 18 luglio 1962. Inoltre il Dipartimento Tecnologie Straniere aveva un organico di sole due persone, e dei due Corso era l'ufficiale subalterno! (Dati ufficiali dell'US Army) Corso dice anche di aver fatto parte del Consiglio per la Sicurezza Nazionale (NSC) durante la Presidenza Eisenhower. L'NSC in quel periodo era composto da cinque membri permanenti a cui potevano aggiungersi altri consiglieri in funzione dell'argomento in discussione. Eisenhower creo' poi l'Operations Coordinating Board con l'incarico di mettere in pratica le decisioni dell'NSC. Corso non fece mai parte di nessuno di questi uffici. Alle dipendenze dell'OCB operavano una quarantina di gruppi di lavoro composti da esperti provenienti dalle varie agenzie di Intelligence e delle FF.AA. L'OCB utilizzava uno staff interforze per il coordinamento dei gruppi di lavoro. Tra l'agosto 1953 ed il settembre 1956 Corso fu membro di questo staff, in quanto era in carico allo Psycological Strategy Board (che si trasformo' nell'OCB). Durante questo periodo fece parte di alcuni dei gruppi di lavoro, tra cui quello che si occupava dei prigionieri di guerra americani in Corea. Non risulta che abbia mai partecipato alle riunioni dell'OCB o dell'NSC.
2. Conoscenze tecnico-militari e ufologiche
Corso fa moltissimi accenni ad armi o sistemi d'arma che ha conosciuto nella sua ventennale carriera nelle forze armate. E' quindi stupefacente la serie di inesattezze che si trovano nel libro. Il progetto HARP (High Altitude Research Project) nacque come tentativo di negli anni '60 di lanciare nello spazio dei satelliti utilizzando dei super-cannoni invece che i razzi. A capo del gruppo c'era un ingegnere canadese di nome Gerard Bull. Il progetto, che riprendeva le idee espresse da Verne in "Dalla Terra alla Luna", falli' dopo pochi anni e cadde nel dimenticatoio. Ma l'esperienza accumulata consenti' a Bull di diventare forse il maggiore esperto mondiale di cannoni e infatti, negli anni successivi, si dedico' allo studio ed alla costruzione di pezzi d'artiglieria che culminarono, a cavallo degli anni '70-'80, nel notevole obice G-11 da 155 millimetri realizzato per la Repubblica Sudafricana, allora sottoposta ad embargo a causa della sua politica segregazionista. L'Iraq acquistò un buon numero di obici sudafricani, ed evidentemente piacquero talmente all'esercito iracheno che Saddam Hussein chiamo' Bull a Baghdad e gli diede l'incarico di costruire un super-cannone che gli avrebbe consentito di colpire l'odiato Stato di Israele con testate chimiche e batteriologiche. Fortunatamente, in Inghilterra vennero scoperti alcuni pezzi dell'arma pronti per essere spediti in Medio Oriente e tutto il progetto ando' in fumo. Un bel giorno il signor Bull fu trovato morto a casa sua in Belgio. La leggenda vuole che gli Israeliani avessero trovato un po' eccessiva questa intraprendenza dell'ingegnere ed avessero deciso di mandarlo in "pensione" con un po' d'anticipo: decisamente piu' efficaci dei MIB...
Corso afferma che il progetto HARP si trasformo' nell'HAARP come sistema d'arma contro gli alieni.
Peccato che l'HAARP (High-frequency Active Auroral Research Project) non abbia nulla a che fare con l'HARP in quanto si tratta dello studio della ionosfera finanziato dalla Marina Americana ed effettuato per mezzo di trasmettitori ad alta frequenza. Lo scopo degli esperimenti e' quello di cercare di utilizzare la ionosfera per migliorare le comunicazioni ed i sistemi di sorveglianza in ambito militare e civile. Il sito si compone di una selva di antenne puntate verso il cielo, non di cannoni. Non c'e' nessun legame storico o tecnologico tra i due progetti, l'unica cosa in comune e' una parte della sigla. Come ha potuto fare una tale confusione? L'utilizzo delle portaerei in guerra. Si tratta solo di un dettaglio, ma da' l'idea della competenza del personaggio. Corso si lancia in una filippica contro la convenienza delle portaerei nella guerra moderna in quanto le ritiene superate dai sottomarini nucleari. A parte il fatto che si tratta di una diatriba nata e morta negli anni '60, questa affermazione dimostra come, pur essendo un membro dell'Intelligence militare, sia rimasto completamente digiuno delle questioni militari "serie". L'utilizzo di portaerei, anzi di un Carrier Battle Group (Gruppo di Battaglia basato su Portaerei) implementa il concetto "proiezione di potenza", cioe' la possibilita' di dimostrare efficacemente la potenza degli Stati Uniti anche in luoghi molto lontani dal continente nord-americano (segnatamente Medio Oriente e Oceano Indiano); si tratta in sostanza di uno strumento di politica estera molto esplicito, ma sicuramente efficace: una diretta evoluzione della "Politica delle Cannoniere". Invece i sottomarini lanciamissili balistici intercontinentali (SSBN), insieme alle altre due componenti della triade nucleare americana, i missili basati a terra ed i bombardieri nucleari, sono parte della dottrina della "deterrenza strategica", cioe' della dimostrazione di essere in grado in ogni momento di attaccare con armi atomiche qualunque Paese minacci la sicurezza o gli interessi degli USA. E' chiaro quindi che l'uso degli SSBN va molto al di la' della valenza tipicamente da "teatro delle operazioni" delle portaerei. Per la cronaca, le portaerei sarebbero cosi' "inutili", che i sovietici negli ultimi anni di vita dell'URSS misero in cantiere ben due portaerei nucleari in grado di affrontare ad armi -quasi- pari i "battle group" americani. A causa delle attuali difficolta' economiche della Russia, le due navi incomplete sono state messe in vendita al miglior offerente; una delle due, la Varyag e' gia' stata venduta. Guerra del Golfo: secondo Corso furono "i missili TOW a guida laser" lanciati dagli elicotteri a fare vincere la guerra; in realta' un militare come Corso dovrebbe sapere molto bene due cose: primo, che il missile standard utilizzato dagli elicotteri d'attacco AH-64 Apache e AH-1 Cobra era l'AGM-114 Hellfire e non il piu' vecchio TOW; secondo che il TOW non e' a guida laser, ma ottica o via filo.
Proiettili perforanti: in un paragrafo molto confuso sulla tecnologia stealth, Corso afferma che la tecnologia dell'UFO di Roswell permise anche la realizzazione di un missile con una "testata nucleare ad uranio impoverito". Si tratta di una vera e propria castroneria: infatti l'arma a cui allude Corso e' molto piu' semplicemente un particolare tipo di proiettile perforante utilizzato dai carri armati moderni e chiamato tecnicamente APFSDS . Tale arma, sviluppata inizialmente dai sovietici e poi perfezionata dagli occidentali negli anni '80 non ha nessuna caratteristica "aliena" essendo una semplice evoluzione dei proiettili anticarro utilizzati durante la seconda guerra mondiale. L'utilizzo dell'uranio impoverito dipende solo dal fatto che tale metallo e' molto denso e si presta particolarmente bene per fungere da elemento perforante del proiettile: le "testate nucleari" citate da Corso non c'entrano nulla con questa arma. E' comunque stupefacente l'affermazione di Corso secondo cui l'UFO di Roswell disponeva di un'arma con proiettili ad energia cinetica, la tecnologia aliena non e' quindi cosi' avanzata come si crede!
UFO e Astronauti
Corso riporta esattamente le solite voci di avvistamenti di UFO da parte di astronauti che si possono trovare in molti libri di ufologia-spettacolo. E come al solito l'astronauta Gordon Cooper viene tirato in ballo a sproposito, per raccontare due suoi avvistamenti che avvennero invece sulla Terra durante il suo servizio militare; viene poi citato il pilota collaudatore Joe Walker, che non e' mai stato astronauta in senso stretto, per un avvistamento durante un volo dell'X-15, gia' spiegato da anni. In ultimo Neil Armstrong "avrebbe ammesso di avere visto una base aliena sulla Luna": si tratta in realta' di una notizia completamente inventata pubblicata negli anni '70 da un tabloid americano, ma che venne spesso ripresa da molti autori come ottenuta da "fonti anonime interne alla NASA". E' molto strano comunque che Corso racconti di questi casi utilizzando sempre il condizionale, dato che dovrebbe avere letto tutti i rapporti in merito, essendo anche stato coinvolto nel progetto Horizon per la costruzione di una base militare sulla Luna come difesa dalla minaccia aliena.
Fotografie di UFO
Nel libro vi e' una serie di fotografie di oggetti volanti precedute dalla didascalia che avverte che il Ten. Col. Corso non fu mai in grado di confermare l'autenticita' delle immagini pubblicate, che erano presenti negli archivi dell'US Army a supporto del materiale proveniente da Roswell. Bene, la prima foto della serie non e' un UFO, ma il coprimozzo di una Ford lanciato in aria e fotografato dal signor Guy B. Marquand, di Riverside (California). Questo scherzo, ammesso dallo stesso autore, e' noto sin dagli anni '50, come faceva Corso a non saperlo? Incidente di Roswell: Corso afferma di non sapere dove cadde esattamente il disco, anche se piu' avanti dice di avere letto tutti i rapporti riguardanti il recupero del relitto e l'autopsia degli alieni. E' difficile credere che non vi fossero indicazioni precise del luogo del crash. Visori notturni: Corso fa molta confusione tra i visori ad infrarossi e quelli ad intensificazione di luce notturna. Meno male che lavorava nel settore Research & Development ...
Transistor e circuiti elettronici: secondo l'ufficiale nel 1947 sarebbero stati forniti alla Bell i rottami del computer dell'UFO. Questi reperti consentirono agli scienziati americani di mettere le mani su un transistor e a produrlo in serie, fingendo che si trattasse di una scoperta "terrestre". Invece e' molto ben documentato che i primi studi sul transistor iniziarono nel 1942, cinque anni prima di Roswell, ed il progetto che porto' Shockley alla storica scoperta prese il via 1946. Inoltre Corso insiste sul fatto che il circuito integrato dell'UFO era fatto di silicio come anche il transistor della Bell: e' noto invece che il primo transistor utilizzava una lamina di germanio, un semiconduttore piu' costoso dell'oro, e solamente nel 1954 la Texas Instruments lo sostitui' con il silicio.