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10 Maggio 1984 Allarme Rosso
Laggenda del grafico: Gli aerei s'innalzano in volo dalla base, raggiungendo quota massima di 13'000 m. (tempo trascorso per tale operazione minuti1,40"). In seguito scendono a quota 11'000 m. (tempo trascorso secondi 19,3) tempo rimanente all'impatto sul picco del Monte Viola (altitudine 700 m.) secondi 50,67. Distanza dalla base aerea al punto d'impatto Km.52,50. Abbiamo calcolato che con un angolo di salita di 45¡gradi ad una quota di 13'000 m. raggiunti in soli minuti 1,40" secondi, con una velocità di crociera di circa 2'123 Km/h, l'aereo si trovava perpendicolarmente a metà percorso tra il monte (luogo dell'impatto) e la base, che è di Km.52,50. Ammesso che l'aereo sia poi sceso sugli 11'000 m., ha impiegato solo secondi 19,3 centesimi, trovandosi in seguito a soli secondi 50,67 centesimi per raggiungere il punto d'impatto...ed erano appena trascorsi secondi 69,97 centesimi dal punto Azimuth cui aggiungendo il minuto 1,40" secondi di salita otteniamo: minuti 2,09" secondi e 97 centesimi; che è la copertura complessiva del tragitto. Dato che tra la fase di volo, e il tempo trascorso dopo l'ultimo messaggio sono trascorsi ben 45' minuti circa, è deducibile che i piloti abbiano fatto varie manovre nella zona circostante la base, probabilmente con volo a parabolica, la quale comporta la più dispendiosa parte di tempo. Altra ipotesi sarebbe quella che entrambi i componenti della pattuglia stazionavano a m.13'000 scandagliando con il radar il settore operativo di quella quota, mentre Pezzullo scendeva a quota m.11'000, restando così sotto osservazione dei colleghi e scandagliando più a fondo l'altra parte del proprio settore operativo; inoltre con questo sistema l'aviogetto intercettato non poteva sfuggire; o forse evidentemente il sottotenente Pezzullo sarà entrato in un campo magnetico provocato da un aviogetto sconosciuto il quale ha fatto impazzire i propri strumenti di bordo, ed essendo il Pezzullo il più vicino al campo magnetico dell'oggetto ne divenne volutamente la vittima. mentre i suoi compagni ne avranno risentito solo in parte (rimanendo bloccati solamente i sistemi radio), data la loro superiore altezza. Nel caso invece si fosse trattato di un velivolo aereo invasore che riusc“ ad eludere i sistemi di sicurezza e nel caso il pilota Pezzullo si fosse posto ad intercettarlo ed identificarlo in maniera solitaria riportiamo di seguito il "Rapporto d'Intercettazione dell'AMI (Aviazione Militare Italiana)" pubblicato dall' "AIP-Italia (Pubblicazione Informazioni Aereonautiche)" nella premessa del capitolo 15 - "Servizio Intercettazioni Aeromobili" alla pagina RAC-1-17, riporta testualmente: "velivoli non identificati, che sorvolino lo spazio aereo sovrastante il territorio nazionale italiano e le acque ad esso adiacenti saranno oggetto d'intercettazione aerea per identificazione.
Nota 1-1 l'identificazione dei velivoli sarà agevolata se questi si atterranno alle norme del Servizio di Controllo del traffico aereo vigenti in Italia, contenute nell'AIP-Italia". Nota 2-1 Si raccomanda a tutti gli aereomobili, ed in particolare a quelli in servizio regolare di linea, che sorvolano il territorio italiano e le acque territoriali, di seguire le aerovie e le rotte assistite osservando scrupolosamente le procedure prescritte. Per lo scambio delle segnalazioni in volo fra aeromobili intercettori e intercettati sono stabiliti i seguenti sistemi di collegamento, in ordine di precedenza. A -Radiotelefonia VHF sulla frequenza 121,5 Mhz Ai successivi paragrafi dello stesso capito, l'"AIP-Italia" riporta: le segnalazioni ottiche dovranno essere usate soltanto su ordine delle Autorità responsabili della Difesa Aerea: A- Quandol'aeromobile non possa essere identificato con altri mezzi. I piloti comunque avvisati che, verificandosi l'eventualità di una intercettazione, dovranno conformarsi senza ritardo alle istruzioni loro trasmesse dal velivolo intercettore a mezzo codice delle segnalazioni ottiche riportate in tabella, più una serie di segnali di pericolo.
Secondo la tabella dell'"AIP-Italia" a pagina RAC 1-20, essa consiste in: Di giorno:Batte le ali da una posizione avanzata rispetto al velivolo da intercettare, e dopo aver ottenuto risposta effettua una virata lenta verso la rotta desiderata. Se l'interlocutore intende solo condurre l'aeromobile fuori da una zona determinata, effettua la segnalazione a sinistra dell'intercettato. Se l'intercettore intende condurre l'aeromobile all'atterraggio, effettua la segnalazione a destra dell'intercettato. Di notte: Accende i fari di atterraggio ed effettua una serie di lampeggi ad intervalli irregolari.
Per effettuare l'identificazione, il velivolo dovrà: Di giorno, in VMC (condizioni meteorologiche visuali). A- Avvicinarsi dal settore poppiero alla stessa quota e con rotta parallela a quella dell'aeromobile da intercettare. Di notte, in IMC (condizioni meteorologiche strumentali). Valgono le stesse norme del giorno, se le condizioni di visibilità locali non sono in contrasto con le norme di sicurezza. Nota: l'intercettazione potrà essere effettuata soltanto nel caso in cui l'intercettore sia dotato di un radar di bordo capace di fornire esatte indicazioni di distanza, quota e Azimuth.
Per facilitarne l'identificazione, il velivolo intercettato dovrà: Di giorno, in VMC: mantenere costanti la rotta e la quota tenute al momento in cui l'intercettore effettua il sorpasso, evitando qualsiasi manovra evasiva. Di notte ed in IMC: oltre a quanto precedentemente specificato, dovrà accendere tutte le luci di bordo. |
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